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A Caivano la Tarsu fa scoppiare la protesta della gente |
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sabato 06 febbraio 2010 |
Si aspetta l’intervento dei candidati alle prossime elezioni. di Giuseppe Costantino
Ormai da diversi giorni i cittadini di Caivano sono stati raggiunti da cartelle di pagamento della TARSU che sembrano più una beffa che una tassa. Se non fosse carnevale io mi chiederei come ha fatto il Commissario prefettizio a fare tanto male i conti con la disponibilità dei caivanesi e perché ha, in maniera tanto maldestra, voluto camuffare come atto dovuto un provvedimento che ha il sapore di una vessazione e non una giusta richiesta di partecipazione per l’erogazione di un servizio. Perché la TARSU questo dovrebbe essere e non una “angheria “ fuori posto finalizzata in maniera occulta al recupero di risorse bruciate in mille modi, e spesso non trasparenti, da un potere che ha tanto male governato un territorio ed un comune. Certo è che chi ha governato per tanti anni la Regione ed il Comune merita il titolo di campione del mondo della incapacità e del malaffare, ma non per questo il Commissario è legittimato a far pagare tutto questo ai caivanesi per la parte che li riguarda. Qualsiasi giustificazione di un provvedimento tanto illecito quanto ingiusto non può non apparire strumentale e di comodo. Non basta dire che il comune non ha risorse né che il deficit dell’IGICA va ripianati.
I cittadini non possono essere chiamati a rispondere di cose fatte da altri, né la tassa sui rifiuti deve servire a ripianare il vuoto di bilancio del comune. Qualsiasi studente di legge sa che una tassa si distingue da un’’imposta perché non deve servire a procurare entrate punto e basta ma, assicurare all’ente pubblico una controprestazione in cambio di un servizio. Ecco perché la tassa deve essere commisurata ai costi del servizio erogato e non può prescindere da tale giustificazione. Allora perché la delibera del commissario fissa l’incremento del tributo della raccolta dei rifiuti al settanta per cento in un solo anno? Esiste un analisi dei costi? E perché non viene resa pubblica? E perché sul sito del comune la delibera in questione non viene pubblicata? Si teme che la gente venga a sapere? Ma non dovrebbe tale consapevolezza essere il sale della democrazia? C’è altro? Sprechi? Inefficienze? E perché dovrebbe pagare il cittadino? Perché non chiamare a rispondere, per nome e cognome, coloro che hanno determinato tale stato di cose? In un mio articolo precedente con estrema chiarezza ho detto che l’IGICA deve essere sciolta e che il clientelismo sulle spalle dei cittadini non deve avere cittadinanza nel nostro comune. L’azionista unico che ripiana i propri debiti con i soldi dei caivanesi deve fare un passo indietro e lasciare al nuovo che avanza di sostituirsi ad un potere che non è stato all’altezza dei bisogni dei cittadini. L’aumento della tassa sulla spazzatura serve solo a coprire una situazione che ormai non si regge più e il tentativo di nascondere tale verità è destinato a fallire. Io sono d’accordo con quanti in questi giorni stanno facendo sentire la loro voce e sono scesi in piazza per protestare contro l’ennesimo tentativo di vessarli in modo ingiusto. Mi delude però l’assordante silenzio dei candidati alle prossime elezioni. Sono troppo impegnati a scegliere i possibili sindaci?  Ma il centrodestra non ha già scelto Monopoli? E i compagni della sinistra ? Hanno forse un po’ vergogna a manifestare contro l’aumento di una tassa che li ha visti protagonisti e attori spesso interessati? Ma i compagni attuali non sono per il cambiamento? Non vogliono anteporre l’interesse dei governati al tornaconto dei governanti? Il silenzio è sospetto e sembra annunciare tempesta per le tasche dei cittadini. Io ricordo che di fronte a provvedimenti di dimensioni e portata sicuramente più modesta dell’aumento indiscriminato della TARSU i partiti di tutte e due gli schieramenti fecero sentire la propria voce. Ricordo ancora che per la rimozione da responsabile del settore scuola del valoroso Vito Coppola scesero in campo Monopoli, L’UDEUR, Il PD e chi più ne ha più ne metta. I muri della città furono invasi da un mare di manifesti e la lotta politica finì solo quando fu ripristinata una situazione che, in verità, continuo a ritenere giusta e corretta. Adesso come mai nessuno chiede il ritiro della delibera n.71 del 2009 ? Perché Monopoli non assume l’iniziativa, come per il passato, di rappresentare in maniera corretta gli interessi dei caivanesi? Io credo nella disponibilità dei giovani , ma credo ancora di più in loro, se assumono impegni pubblici. Perciò chiedo a Monopoli e Bervicato di impegnarsi a revocare o far caducare, in caso di vittoria elettorale nel prossimo mese di marzo, una delibera tanto impopolare ed ingiusta. Non è serio chiedere ai cittadini di un territorio tanto martoriato dalla crisi occupazionale ed ambientale di farsi carico di una spesa che suona offesa alla loro intelligenza ed onorabilità. I cittadini di Caivano meritano più rispetto e non le chiacchiere di un subcommissario di passaggio che, in attesa di nuova destinazione, mostra di farsi carico di un problema, ma solo per l’anno prossimo e ben sapendo di nulla poter fare e nulla voler cambiare nella sostanza. Intanto l’anno prossimo il commissario non ci sarà più e poi, per dirla con chiarezza, la tassa non va leggermente modificata, ma abolita. Il commissario non deve dimenticare cha a Caivano già è stato allocato il CDR cui è seguito, per merito di Bassolino e Papaccioli, l’impianto a biomasse e che al suo confine nel territorio di Acerra c’è il termovalorizzatore o per dirlo meglio l’inceneritore con le sue emissioni che tanto bene fanno all’Impregilo, che lo ha impiantato, e ai signori che ne ricavano un reddito che non riutilizzano al Sud. Manca solo la collocazione a Piazza Cesare Battisti del prossimo, e tanto osannato, impianto per la produzione dell’energia nucleare e poi siamo al completo, con buona pace della volontà popolare e della tranquillità sociale. Perciò dico ai caivanesi : forza con la protesta! Prima o poi anche Maroni dovrà cambiare idea se, come dice, vuole assicurare ai cittadini ordine e benessere e, soprattutto, non mettere le mani nelle tasche degli italiani, anche se meridionali e magari un po’ abbronzati! |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 13 febbraio 2010 )
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